Dell'apprendista imbianchino



ANTEFATTO:
L'autunno scorso la vicina del piano di sopra ha avuto un problema nelle tubazioni del suo bagno, c'è stata una perdita e il soffitto del bagno di servizio di casa Dolcezze è stato adornato da una serie di macchie con conseguente formazione di muffa. Nonostante l'olio di gomito avesse eliminato le malefiche spore, il muro era comunque irregolare e annerito e, quindi, Dolcezze aveva proposto di chiamare un imbianchino. La risposta del Grande Procrastinatore era stata: "In Primavera". Peccato che in Primavera Dolcezze avesse ben altri pensieri (qui e qui) e quindi la cosa fosse finita lì. Poi c'è stata la maturità della Stella, i problemi di Villa Arzilla e , nonostante il bagno fosse veramente indecoroso, Dolcezze era partita per il Buen Retiro. Ovviamente, appena rientrata era tornata alla carica: "Chiamiamo l'imbianchino?" "No, per ora no" "Ma è quasi Natale...non possiamo aspettare oltre" "Per ora ho troppo da fare...non voglio pure l'imbianchino in giro per casa quando torno dal lavoro"

LO SCORSO VENERDI':
Dolcezze chiama lasignorachelaiuta per passare la cera e, come detto qui, questa è un'attività molto impegnativa per lei. Dopo 3 ore di lavoro e lucidatrice, Dolcezze guarda con soddisfazione i suoi pavimenti lucidi quando vede entrare dalla porta l'Amato bene con latta di pittura, rullo e  raschietti vari. "Vedi, Dolcezze, con calma si fa tutto! Ho deciso che il bagno lo tinteggerò io". Dolcezze non ha neanche la forza di rispondere, tale il colpo apoplettico che l'ha colpita ma TACE e si allontana. Solo dopo un paio d'ore, quando ha riacquistato l'uso della parola, interroga il consorte sulle motivazioni (e, soprattutto, sulla tempistica) di tale decisione, considerato che, ovviamente, lui non ha alcuna esperienza in merito. "Ma cosa vuoi che sia! Non ci vuole una laurea specifica per tinteggiare. Basta solo avere gli attrezzi giusti e buoni materiali. Considerate le dimensioni del bagno, non mi va proprio di tirar fuori 300/400 € per qualcosa che posso fare da solo. e, tra l'altro, io ho interesse a fare in fretta". Dolcezze, che evidentemente in questo periodo ha fatto voto di silenzio, arrotola la lingua 7 volte prima di chiedere: "Ma sei sicuro di farcela?"
La sera stessa A.B. comincia a smontare tende e lampadari ("Mi tieni la Scala? Mi porgi il raschietto? Mi tieni la lampadina? Mi porgi il pennello?") e comincia a stuccare il muro quando, all'improvviso, l'intonaco di una parete cade. Dopo mezz'ora di imprecazioni in sanscrito A.B. comincia ad accusare il costruttore, i precedenti imbianchini, la vicina del piano di sopra, il dittatore della Corea, gli alieni etc etc, prima di arrendersi alla necessità di ristuccare tutto. Nel frattempo si raccolgono intonaco, calcinacci e polvere e intanto "Bisturi! Forbici" "Passami lo stucco, porgimi la spugnetta, sorreggimi! AHI! LA SCHIENA!
Ed ecco che il povero apprendista imbianchino è costretto a sospendere i lavori e a ricorrere a pomate, cerotti antinfiammatori e rigoroso riposo. 
Intanto il bagno è occupato dalla scala e si attende il ritorno della normalità. 

Forse sarebbe stato meglio ricorrere ad un professionista.

Commenti

  1. Confermo: tinteggiare una parete è facile, oso dire perfino rilassante, anche quando servono tre mani. Sul soffitto già il discorso cambia parecchio. Tinteggiare una parete disastrata dall'umido è questione assai diversa, e chi decide di improvvisare in quel caso deve rendersi conto che sta seriamente rischiando un divorzio per colpa e chiedersi se ne vale la pena.
    In tutti i casi, auguri!

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    1. Tu riesci ad immaginare quanto mi è costato non dire: "Te l'avevo detto"? credo di aver messo un mattoncino per la mia canonizzazione. Comunque, per il momento il muro pare reggere...non so per quanto

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  2. E, oltre a pagare l'imbianchino, che aumenterà il prezzo per riparare i danni dell'apprendista di cui sopra, dovrai pagare la rimessa in moto dell'A.B. e sopportare il suo ritorno alle origini. Poi, poi

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