venerdì 27 ottobre 2017

Dei libri dell'anno 60: Il morso



"Nomen omen", dicevano i latini, e questo vale per la protagonista di questo romanzo, Lucia Salvo.

Siamo negli anni 1847 e 1848, in quella Sicilia che mantiene radicate tradizioni e che contemporaneamente ribolle di nuove idee rivoluzionarie. 
Una bella ragazza siracusana viene mandata a Palermo, come serva della nobile famiglia dei Ramacca,  con la velata speranza, da parte della madre, che possa diventare l'amante del Conte figlio e possa "sistemarsi". Lucia è, infatti, soggetta a crisi epilettiche e ciò la rende "diversa" e, a seconda dei punti di vista, "babba" o "pazza". Lucia è, in effetti, una ragazza strana: non ha contezza della sua bellezza, conosce tante cose, grazie alla nonna, sa leggere e scrivere e, arrivata a Palermo, non accetta di piegarsi alle richieste del Conte figlio che respinge con forza, arrivando a dargli un morso. Sarà proprio questo imprevisto e imprevedibile gesto di ribellione ad attrarre il giovane signore, fino a quel momento bramoso di cibo e di donne e, nonostante tutto,  perennemente affamato e insoddisfatto, anche perché schiacciato dal peso delle idee liberali del padre che lo hanno escluso dalla cerchia dei nobili. Persino la sua promessa sposa, la giovanissima figlia degli Agliata, lo rifiuta, tentando di ribellarsi ad un destino segnato di gravidanze e parti.
La presenza di Lucia colpisce anche il castrato signorino, alle dipendenze della casa per rallegrare col suo canto il conte figlio, che le offre la sua amicizia. Quando, però, il nobile assiste impotente all'ennesima crisi di Lucia, la offre come serva agli Agliata e fugge via, come se quella visione avesse per lui sollevato il velo sulla vacuità della sua esistenza. 
A questo punto l'azione muta e Lucia assume un ruolo diverso: proprio perché ritenuta "babba", viene usata come "postina" nel carcere dove è prigioniero un rivoluzionario, Maurizio. E qui accade l'inatteso: Lucia prende in mano la sua vita, con abilità e coraggio sventa ogni trama e diviene elemento chiave della rivoluzione. Lei, che già era diventata "portatrice di luce" per il conte figlio e per il castrato signorino, diviene "salvezza" per Maurizio, offrendosi come vittima sacrificale per consentirne la libertà. E sullo sfondo di una Palermo bellissima, presentata nei suoi colori e nei suoi odori, nei suoi vicoli e nel suo popolo, si consuma il dramma di Lucia, unica savia, anche se creduta pazza, in un contesto di folli, muta testimone del fatto che l'amore può nascere e crescere solo fuori dalle vie "canoniche" e dal contesto ufficiale.
Libro bellissimo, che richiama la grande letteratura siciliana e che, tra l'altro, presenta una donna realmente esistita, che ha avuto un ruolo importante nella rivoluzione palermitana del 1848 e la cui storia è ignota ai più.

per il Venerdì del libro

6 commenti:

  1. Non conoscevo questa scrittrice, grazie per la bellissima recensione, mi hai convinto a leggerla!
    Buona giornata
    Carmen

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  2. Sconosciutissima, altroché. Me lo appunto, i romanzi storici mi sino sempre piaciuti, e questo è qualcosa di più ^_^

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  3. Lo inserisco nella lista dei desideri da inviare a Babbo Natale!
    Buona settimana

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  4. Grazie!!! bellissima recensione ... messo fra i preferiti!!
    :*

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  5. Finito ieri sera.
    Concordo con te, bellissimo romanzo, mirabile ritratto di donna coraggiosa, pronta a tutto pur di salvare il suo amato e la sua causa.
    Orribili figure quelle genitoriali, dalla madre di Lucia, al conte padre, al marchese Agliata, anaffettivi e privi di scrupoli.
    Ma mi è rimasto un amaro in bocca...

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