giovedì 8 giugno 2017

Di Maestre

 
dal web
La mia maestra si chiama Mela, è alta, porta gli occhiali e sorride sempre. I suoi occhi dietro le lenti sono buoni e anche lei è buona. Anche se noi bambini siamo un po' vivaci lei non si arrabbia mai. Lei ci insegna tante cose e risponde a tutte le nostre domande. Ci racconta la Storia come se fosse una favola e ci fa cercare le montagne e i fiumi sulla carta geografica. Ci fa imparare la grammatica e le tabelline giocando e ci fa tappezzare di disegni le pareti dell'aula, anche se i bidelli non vogliono. 
Ci insegna a stare insieme e a collaborare con gli altri e non permette che nessuno resti indietro, ma ai più fragili mette accanto uno più bravo, che li aiuti nei compiti. Ci fa studiare tante poesie, quasi sempre a memoria, e quando non capiamo qualche parola ce la fa cercare nel vocabolario. Ci fa scrivere tanto: lettere, diari, temi e riassunti. Vuole che siamo sempre impegnati, ma vuole anche che le raccontiamo a voce alta i nostri sogni e i nostri progetti. 
Lei vede in noi quelli che saremo, ci invita a rispettare le regole e a crescere sani, nel corpo e nello spirito: per questo non ci fa entrare in classe con le caramelle e i leccalecca della bancarella all'angolo, perché dice che ci rovinano i denti. 
Lei non fa distinzioni tra di noi, perché ama tutti alla stessa maniera. Lei è per noi una seconda mamma, che ci abbraccia se siamo tristi e ci consola se ci sbucciamo il ginocchio cadendo.

La mia maestra se n'è andata una decina di anni fa. Non c'eravamo mai perse di vista, mi aveva fatto il regalo quando mi sono sposata e mi aveva telefonato quando è nato mio figlio. Se n'è andata in un pomeriggio d'estate. L'avevo incontrata in un negozio d'abbigliamento un mese prima della sua morte  e mi aveva rassicurato sulla mia "morbidezza": "Siamo donne mediterranee, diamine! Siamo belle così!" e non avrei mai immaginato che non l'avrei più rivista.

Mi ha lasciato ricordi bellissimi, tante conoscenze, tanta dolcezza e oggi, che il Cucciolo lascia la Scuola Elementare e saluta le sue maestre, il mio pensiero e il mio affetto vanno tutti a lei.

5 commenti:

  1. Bellissimo il tuo ricordo di lei,è stata una grande maestra.
    La mia era bravissima,mi ha dato le basi della mia formazione soprattutto in grammatica e ortografia.
    Ma era una donna dura,faceva distinzione di ceto sociale,non sopportava che io avessi come compagna di banco la figlia di un ferroviere,e alzava le mani.
    Era un rito crudele.
    La malcapitata veniva messa in un angolo e doveva aspettare che lei si togliesse anelli e bracciali,per non lasciare segni.
    Poi la schiaffeggiava e la lasciava in castigo.
    Potrei raccontare tanti episodi ma non è il caso.
    Quando è morta,l'ho saputo dal necrologio sul giornale,non ho provato niente.
    Indifferenza per lei e ricordi dolorosi per me.

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  2. Un dolcissimo ricordo per una grande persona.

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  3. ciao! mi hai fatto venire i brividi. mi sono commossa davvero. sono anche io una maestra. mi auguro di lasciare lo stesso ricordo nei miei piccoli, ai quali voglio tanto bene esattamente come alle mie figlie. pensa che ultimamente, a seguito di eventi spiacevoli che hanno riguardato la mia vita, piango spesso al solo pensiero di doverli lasciare andare..tra due anni! grazie per questo bel post.
    la maestra katia

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  4. @ Solsido: è triste quello che racconti. Se una maestra non è una Maestra, allora è meglio che cambi mestiere
    @Adriana: grande e bella persona, veramente.
    @ Katia: intanto ben arrivata! Se vivi questi sentimenti non puoi non lasciare gli stessi bei ricordi nei tuoi alunni.

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  5. Anche la mia, di maestra, è stata una pietra miliare...Non l'ho mai dimenticata...Ha posto delle basi solidissime alla mia formazione, l'ho amata molto tanto che la mia mamma era...un pò gelosa! Che ricordi teneri. Grazie, Dolcezze

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