lunedì 31 ottobre 2016

Di regali autunnali (copritazza e sottotazza di feltro)

Come i lettori assidui sanno bene, Dolcezze ama alla follia l'Autunno, come del resto l'Inverno e la Primavera e...a parte il caldo, anche l'Estate. Insomma, ama tutte le stagioni, ognuna per qualche aspetto particolare, ma i colori dell' Autunno sono per lei insuperabili. Ai tempi della campagna calabra, impazziva per un punto dell'autostrada in cui c'era una macchia di alberi bellissima, che cambiava a seconda dei mesi e che in autunno si mostrava in tutto il suo splendore, con sfumature di colore indescrivibili. 
L'esplosione dell'Autunno parigino è rimasto per Dolcezze un ricordo indimenticabile e ogni mattina contempla con attenzione le mutazioni della vite americana, unica pianta non sempreverde nei dintorni di casa sua.

Tutta questa lunga premessa perché?
Perché cosa pensate che Dolcezze abbia fatto quando nell' Isola Creativa è stato proposto lo Swap Autunno? Ma ovviamente ci si è fiondata a pesce!

Ecco cosa ha preparato per Clara, la sua abbinata. Per lei che è very british una tazza piena di ottimo tè...
 
arrivato dritto dritto da Londra, con un copritazza a forma di zucca...



 e un sottotazza foglia, il tutto di feltro.


Se l'idea del sottotazza è ispirata da Pinterest, il copritazza è invece un'idea di Dolcezze che, a dire la verità, stavolta ha faticato un po' a separarsene. Chissà se prima o poi ne farà un altro!

Clara ha apprezzato, voi che ne dite?

venerdì 28 ottobre 2016

Di domande e di risposte






Sarà che dall'ultima volta che è successo è passato un po' di tempo, sarà l'incipiente vecchiaia...ma Dolcezze non si aspettava ancora la domanda che il Cucciolo le ha posto oggi pomeriggio mentre andavano, mano nella mano, in palestra.

"Mamma,  come nascono i bambini? " 

(e dai! È La terza volta che ti fanno questa domanda, ormai hai un discorso bello pronto da anni...ha funzionato con gli altri, andrà bene anche per lui!)

"I bimbi nascono perché mamma e papà si vogliono così bene che il loro amore diventa visibile e diventa una nuova vita".
"Ok, questo lo so, ma come succede?"
"Sai, è un po' come quello che sta succedendo ora. Vedi? Piove e la pioggia fa germogliare i semi che ci sono sotto terra. Ti ricordi quel mito che leggevano quando eri bambino?! Urano, il cielo, piove e feconda Gea, la terra, e da lì ha origine la vita..."
"Sì, va bene...ma tecnicamente cosa succede fra mamma e papà? "

(Dolcezze comincia a sudare: saranno le caldane o è che lei con gli altri a questo punto non era arrivata?)

"Allora,  il seme del papà incontra l'ovulo della mamma, l'ovulo viene fecondato e si sviluppa e nel giro di nove mesi nasce il bambino"
"Ah, sì...questi semi sono gli spermatozoi..."
"Esattamente, ma... tu come conosci questa parola?"
"Eh, io ascolto , leggo...Ancora però non ho capito come si incontrano questi spermatozoi con l'ovulo..." (Dolcezze sta per avere un coccolone)  ma per ora può bastare. "(sospiro di sollievo di Dolcezze)
"Scusami, ma se sapevi già queste cose...perché me le hai chieste?"
"Volevo sapere se le conoscevi tu".

martedì 25 ottobre 2016

Delle cronache di Villa Arzilla 17




Dolcezze in questo periodo ha qualche problema: la bilancia non segnala granché di diverso, ma lo specchio rivela che qualcosa sta cambiando. I vestiti entrano perfettamente, ma non cadono più come prima. La pancia, mantenuta perfettamente piatta nonostante le gravidanze (grazie, Genitrice, per gli otttimi geni) adesso presenta un lieve arrotondamento e, a dire il vero, una certa morbidezza sta avvolgendo la figura. 
Dolcezze si preoccupa un po': l'altezza aiuta ma, se inizia lo "straripamento", poi diventa complicato tornare indietro!
A chi chiedere conforto in questo momento di difficoltà? Ovvio! Alla Genitrice!

Dolcezze: "Genitrice, sono preoccupata. Non è che sono ingrassata...sto cambiando forma!"
Genitrice: "Eh, che vuoi? E' l'età..."
D: "Sì, lo so...ma non mi riconosco più. Guarda questo vestito: ti ricordi come mi stava bene prima?
G: "E che vuoi? Hai cinquant'anni, un figlio di vent'anni...ORMAI...
D: "..."

venerdì 21 ottobre 2016

Del Natale in costruzione 5 e 6: ghirlanda e casetta

Ve lo ricordate il progetto del Natale in costruzione? Dolcezze, dopo un avvio in sprint, ha rallentato molto...e dopo aprile non si è visto più nulla...
Troppo lavoro, troppi impegni di famiglia, perfino le vacanze sono state talmente sature a causa della preparazione (lunga e laboriosa) dei cadeaux per il compleanno della Stella, che ogni altro progetto è stato sospeso.  Nel buen retiro Dolcezze aveva portato solo un lenzuolo da ricamare e una borsa di fettuccia da completare. Risultato: del lenzuolo è stata ultimata solo una federa e la borsa è ancora da finire, anche se manca pochissimo. 
Pensate che, in tutto ciò, Dolcezze avesse pensato al progetto natalizio?  A dire il vero aveva dato un'occhiata qua e là, aveva qualche progetto (moooolto ambizioso) per la ghirlanda ma, poiché tutte le Giratempo (comprese le ultime costruite) pare siano ormai perdute,  e le giornate sono sempre e solo di 24 ore, tutto languiva.

Tra due mesi è Natale, però, e Dolcezze ha deciso di darsi una smossa: ha ridimensionato i sogni di gloria e ha creato dei piccoli progetti. 

Il progetto di Maggio era la ghirlanda ma, invece che una spettacolare, Dolcezze ha pensato bene di creare due ghirlandine all'uncinetto viste su Pinterest (l'anima è la fustella di un tappo di bottiglia di plastica...la magia del riciclo!)





Giugno prevedeva una casetta.  In origine Dolcezze aveva cucito una casetta di pannolenci, tra l'altro molto carina, ma non era soddisfatta. il progetto, dal suo punto di vista, doveva essere un modo per imparare tecniche nuove o utilizzare tecniche conosciute ma poco sfruttate. E allora...cambio in corso d'opera ed è nata questa casetta ricamata in broderie suisse.

Ok, si poteva fare di più. Dolcezze riconosce di avere un po' barato, ma cercherà di fare meglio. Ha ancora 6 decorazioni da fare...e si sente il fiato di Babbo Natale sul collo!


(per chi fosse interessato, per la ghirlandina su Pinterest ci sono parecchie idee. L' ispirazione parte da qui, ma si è andati un po' a occhio per i punti e le dimensioni.
La casetta, invece, è nata così...dalla testa di Dolcezze, come Minerva armata dalla testa di Giove)

venerdì 14 ottobre 2016

Di come capisci che non sei più giovane




E' inutile far finta di niente: "Vassene 'l tempo".  
Se "l'uom non se n'avvede", Dolcezze sì.

Lo aveva già intuito qualche tempo fa, 
ne aveva avuto conferma quando aveva realizzato che non era più lei ad avere vent'anni ma suo figlio, 
lo aveva considerato rendendosi conto che al prossimo referendum voteranno i 4/5 della famiglia ,
lo aveva riconosciuto dai sinistri scricchiolii al mattino e dall'allargarsi del suo vitino da vespa...ma il colpo di grazia lo ha avuto stamattina a scuola.

Classe III: 
"Ragazzi, sapete cosa è successo ieri?"
"Sì, è morto Dario Fo"
"Certamente, e ce ne dispiace molto. E' stato indubbiamente un personaggio e un intellettuale molto importante nella storia del nostro paese; ha pure ricevuto il premio Nobel per la letteratura...A proposito, torniamo alla domanda iniziale: cos'altro è successo ieri?"
"..."
"Ma dai! Ha proprio a che fare col Nobel!"
"..."
"L'Accademia svedese ha consegnato il Nobel per la letteratura a Bob Dylan! E' quanto meno singolare che nello stesso giorno si ricordino due personaggi, insigniti dello stesso riconoscimento, ed entrambi letterati per così dire "eterodossi".  
"..."
"Scusate...ma voi conoscete Bob Dylan?"
"Veramente no"
""Non ci credo! Forse non collegate nome e musica...aspettate, vi faccio sentire una sua canzone"
E, dal tablet, fa ascoltare  Blowin in The Wind.
"Ah! La canzone di Shrek!" ,urla il Tecnologico.
"Non credo proprio!"
"Sì, ma la devo aver sentita da qualche parte...forse una pubblicità"

Dolcezze trattiene tutto quello che avrebbe da dire, fa riascoltare la canzone, legge una traduzione del testo, dà qualche informazione sull'autore e si trasferisce in Quinta, contando in una maggior fortuna, anche perché questa è la classe del Musicista...vuoi che non conoscano Bob Dylan?

Non lo conoscono. 

Si ripete, quasi parola per parola il dialogo di cui sopra, finché Dolcezze accende la Lim, cerca il video della canzone, la fa ascoltare nelle due versioni, di cui una cantata da Joan Baez (che è sempre un gran bel sentire) e ripropone il testo. Finalmente un po' di attenzione: si apre un bel dibattito, si parla della forza dirompente della musica, della canzone di protesta, del rap che oggi assolve la stessa funzione,  della letteratura quando è vita...ma Dolcezze si rende conto che per loro Blowin in The Wind è preistoria.

E lei che la cantava in italiano (con le parole che proprio oggi ha scoperto essere state tradotte e adattate da Mogol)  coi coetanei attorno al falò, che ha imparato su quegli accordi a suonare la chitarra, che ancora ricorda il testo a memoria e si emoziona ogni volta che la ascolta...capisce di essere veramente una cavernicola.

E non osa pensare a come si relazionerà fra 15 o 20  anni (*) coi diciottenni di allora, sempre che ancora parlino la sua lingua e lei sia in grado di intendere la loro.

*Visti i quarti di luna relativi alle pensioni, per cui, probabilmente, si andrà a lavorare col bastone e il pannolone.


giovedì 13 ottobre 2016

Di ghirlande d'autunno (e Dei libri dell'anno 49: La ladra di ricordi)



Immaginate la prima sera un po' freschetta, immaginate che dopo un giro al mercato Dolcezze, memore degli arrivi del Genitore con la valigia carica dei doni della campagna,  abbia portato in casa una grande abbondanza di frutta autunnale, 


immaginate che dal suo craft-closet spuntino delle decorazioni autunnali comprate ad 1 euro anni fa, insieme ad una zucchetta cicciotta, rimasta dallo swap sui libri...ed ecco una nuova ghirlanda.


Ed ora immaginate che il pomeriggio sia tranquillo, coi figli sparsi per il mondo e l'Amato Bene a zonzo...cosa c'è di meglio che un tè e un buon libro? Specie se questo è un libro gradevole e leggero, un giallo con una buona spruzzata di storia e dei personaggi accattivanti.
Si tratta di

Una vecchia signora, con un nipote un po' strano, contatta un professore universitario, depresso dopo la morte della moglie e assiduo consumatore di biscotti, per chiedergli un parere su un antico cammeo. Poche ore dopo la donna viene trovata assassinata e il prof si trova coinvolto nell'inchiesta. Decide di ospitare in casa sua il nipote della donna, suo studente, e di coinvolgere una brillante ricercatrice, Isabella, che è esperta di cammei antichi.
La ragazza, che ha un piccolo difetto (è cleptomane), comincia ad indagare e riesce a ricostruire, con l'aiuto del professore e dell'attraente commissario assegnato all'indagine, la storia, che si dipana in diversi luoghi e in diversi tempi. C'è di tutto: il mafioso, il traffico di reperti, l'olocausto degli Ebrei, il mondo universitario, in cui non sempre il merito è alla base della carriera, la difficoltà dei sentimenti, la disillusione dell'amore...ma anche l'amore vero, che resiste al tempo e alla morte. C'è la rinascita, la possibilità di cambiare e di ricominciare, lo studio e l'impegno che, alla lunga, danno i loro frutti e la speranza di superare i propri limiti...insomma, veramente tanto, ma ciò che è veramente gradevole è l'inserzione della Storia. Il cammeo è, infatti, appartenuto a Fulvia, moglie di Marco Antonio, a Cesare, ad Ottaviano...che compaiono, presentati in capitoletti che interrompono la narrazione principale e che raccontano la storia con precisione, ma senza pedanteria.



Lettura gradevole, poco impegnativa e proprio adatta ad una serata autunnale.
Ed è questo il consiglio (anticipato) di Dolcezze per il venerdì del libro.

 

sabato 8 ottobre 2016

Della sputacchiera (o Di Lessico famigliare 2)

Dolcezze si è resa conto che in casa sua si usano modi di dire particolari e non comuni (ne aveva presentato uno qua). A questo "lessico famigliare" ha pensato di dedicare qualche post, giusto perché non si perda l'origine, visto che i suoi figli non sono così pazienti da ascoltare le vecchie storie e le dispiacerebbe che sparissero dalla memoria. (Ok, non interessa niente a nessuno ma... Dolcezze pro domo sua)

Nella calda cucina della Grande Casa, illuminata dalle lucerne a olio e dal fuoco del braciere, era arrivato Bastiano, il mezzadro, con i conigli cacciati nel pomeriggio. Nel carretto aveva portato la frutta e le verdure, che sarebbero state il pasto dei giorni a venire. Il padrone lo aveva accolto come si usava allora, chiedendo alla moglie di portare due bicchieri e un fiasco di vino.

Bastiano stava seduto sulla sedia col fondo impagliato e sporcava coi suoi scarponi infangati l'immacolato pavimento, reso lustro da lunghi strofinii col panno di lana, e masticava tabacco.
Maria, la padrona, guardandolo, era in ansia, perché immaginava già lo sviluppo dell'azione: di lì a poco Bastiano si sarebbe girato e avrebbe sputato il bolo da qualche parte. Per questo prese la sputacchiera, novità portata dallo sposo da Palermo, bella, di porcellana, e la pose a destra dell'ospite. Bastiano la vide e sputò a terra, a sinistra. Paziente, Maria prese la sputacchiera e la spostò a sinistra ed ecco che lui sputò a destra. La pantomima andò avanti per altre quattro o cinque volte finché Bastiano, esasperato: "Si Vossia n'à leva 'dda pignata c' à lordu"*.

Da qui l'espressione di casa Dolcezze "Fare come quello della sputacchiera", per indicare chi non si rende conto di avere davanti una ghiotta opportunità e si complica la vita per cercare alternative più complesse.

*Signora, se non sposta quella pentola rischio di sporcargliela

mercoledì 5 ottobre 2016

Di pane con pasta madre

Come già raccontato, Dolcezze si è imbarcata in una nuova impresa: dal momento che deve comunque fare il pane gluten free per l'Amato Bene, ha cominciato a farlo pure per la tribù e, quindi, da più di un anno si panifica bellamente. E fin qui...tutto regolare. Poi la CollegaVicina le ha offerto del lievito madre...ed è cominciata una nuova sperimentazione. Dopo 2 settimane il lievito era morto (o forse no, ma nel dubbio Dolcezze l'aveva buttato), la CollegaVicina l'aveva ridato e da allora... pane a volontà. L'unico problema era capire quanto lievito mettere, quanta acqua utilizzare...e nel web le indicazioni sono veramente varie. 
La Zia1, che ha impastato tonnellate di farina, ormai non ricorda più come si fa, le varie amiche hanno dato dosi in libertà e, quindi, i primi esperimenti di Dolcezze sono stati imperfetti. Fondamentalmente troppa acqua, poi poco lievito o lievitazione insufficiente (il lievito madre richiede tempi più lunghi), ma comunque non si è mai buttato niente. Ora, però, Dolcezze ha trovato la soluzione (lei usa il Bimby per impastare, e quindi ha bisogno di dosi precise) e vi mette a parte:
Ingredienti:
gr 300 farina integrale
gr 220 farina  di semola
gr 80 farina 00
gr 100/120 pasta madre
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale (così è poco salato, come piace a noi...altrimenti 1/2 cucchiaio)
2 cucchiai di olio
gr 280 /300 di acqua.


Ha sciolto la pasta madre nell'acqua tiepida, poi ha aggiunto tutti gli altri ingredienti e alla fine il sale. Ha fatto lievitare per circa 8 ore (dipende dalla temperatura esterna), poi ha fatto le pieghe e dato la forma e ha fatto lievitare ancora, mentre il forno si riscaldava (200°). Nel forno ha messo un pentolino d'acqua per creare la giusta umidità, poi ha infornato (10 minuti a 200°, poi a 180°...il tempo dipende dal forno) e lasciato cuocere, ma prima aveva cosparso la superficie di semini di sesamo. 

Buono, buono, buono!

P.S. 1: Una variante altrettanto buona prevede 300 gr di semola, 150 di farro, 50 gr di miscela per pane nero ai 7 cereali, 100 farina 0, l'importante è arrivare a 600 gr in tutto. 
Dolcezze ha sperimentato che miscelando le farine il pane viene ancora più buono, ma se vuole sentire il sapore dell'infanzia...2/3 di farina 0 e 1/3 di semola
P.S. 2: Siccome Dolcezze deve ottimizzare i tempi, impasta la sera e inforna la mattina (o viceversa).
P.S. 3: Se si usa farina 1 o 2 l'acqua deve essere un po' di più, come pure se si vuole eliminare l'olio.

Provare per credere!

domenica 2 ottobre 2016

Di inquietanti scoperte



 
                                            *
Va bene che sei velocissima a fare tutto,
che in 10 minuti appronti un pranzo con almeno due primi (causa celiachia),

che ti alzi, ti lavi, ti vesti e fai colazione in 15 minuti (anche se sei alzata dalle 6) e prima di uscire hai sistemato tutta casa,

che nell’ora buca non resti a ciacolare in sala professori, ma ne approfitti per fare la spesa, andare in farmacia o visitare la suocera,

che il portiere ti prende in giro: “Signora, ma lei corre sempre!”,

che la tua amica ti chiama “Pensiero e Azione”,

che organizzi le tue giornate con un incastro che manco il campione di Tetris…


ma che tu ti butti sul divano dopo pranzo alle 14.20, ti addormenti di colpo e ti risvegli fresca e riposata alle 14.25 è segno che veramente C’E’ QUALCOSA CHE NON VA.



*la foto è presa dal web ma, a parte il tacco 12, i capelli lunghi e le belle gambe, mi rappresenta mooolto bene