martedì 28 giugno 2016

Di criteri di valutazione dei docenti



 
dal web


Al Dirigente Scolastico
del Liceo di Dolcezze 
Città

La sottoscritta Dolcezze di Mamma, docente presso codesto istituto per l’insegnamento di Materie Letterarie e Latino, ai fini della valutazione del servizio svolto nel corrente anno scolastico dichiara quanto segue:


non ha svolto alcun modulo di insegnamento in lingua straniera, pur avendone titolo, perché la normativa prevede che questo si attui per discipline non letterarie (e, ahimè, l’Italiano e il Latino tali sono), ma in compenso ha parlato e fatto parlare nella lingua madre, favorendo un valido arricchimento del lessico patrio e correggendo puntualmente errori di pronuncia o improprietà;

non ha usato spesso i laboratori di Informatica e di Lingue, se non per lezioni interattive (che comunque non ha quantificato, perché le riteneva normale didattica), perché ha preferito che gli allievi, che sono nativi digitali, utilizzassero le loro indubbie attitudini a casa, con lavori di gruppo, senza rubare altro tempo alle ore curricolari, già limitate da accidenti vari durante quest’anno scolastico; ha usato le aule speciali per la visione di film soltanto quando questi erano parte integrante della programmazione e non per occupare le ultime ore di lezione, quando i ragazzi erano stanchi;

non ha presentato progetti da incentivare col fondo d’istituto, perché non c’era bisogno che venisse pagata in più per fare quanto attiene alla sua professionalità e alla sua passione (e, tra l'altro, non aveva voglia di sottostare alla rigida burocrazia richiesta PER FARE QUALUNQUE COSA), ma ha curato e favorito progetti di educazione alla lettura, di educazione alla legalità e al dibattito civile;

non ha collaborato con la Dirigenza, né ha diretto i Laboratori,né coordinato i Dipartimenti, perché questi sono incarichi fiduciari, di nomina regia, e la Dirigenza sa bene che, vista la situazione generale, Dolcezze non è intenzionata a dividere il poco tempo che ha per la didattica stringendo public relations o dandosi alla burocrazia; non è stata membro del team digitale, né animatore digitale, né responsabile del sito internet dell'istituto;

non ha svolto altre mansioni se non quelle consuete di segretario e coordinatore del Consiglio di classe, ma ha curato personalmente le relazioni fra i docenti, gli alunni e i genitori degli stessi. Ha parlato quando poteva e taciuto quando le circostanze lo richiedevano, ha ascoltato e ha letto confessioni, ha costruito una serie di relazioni e ha condotto le classi a fare gruppo… ma questo non è quantificabile;

non ha frequentato corsi di aggiornamento esterni, ma ha curato la propria formazione leggendo e studiando, frequentando conferenze, incontri culturali, assistendo a rappresentazioni teatrali, visitando e facendo visitare musei e mostre, ma ahimè anche queste attività non sono quantificabili, come anche le ore passate ad organizzare verifiche e a correggerle, ad approfondire tematiche o a preparare lezioni  più particolari;

non ha curato la preparazione a concorsi, gare o altro, perché il Collegio ha ritenuto che i concorsi di Latino e Italiano fossero poco “pertinenti” al corso di studi e ogni energia (anche economica) dovesse essere spesa per altro;

i suoi alunni del Biennio hanno ottenuto risultati brillanti, ma non ha la presunzione di dire che è per merito suo, quelli della Quarta hanno conseguito risultati mediocri, ma certamente non per suo demerito.

Dolcezze ha solo fatto scuola, in senso proprio e figurato: ha spiegato, approfondito, interrogato, stimolato, incoraggiato,verificato, corretto, rimproverato; ha cercato di tirar fuori il meglio che c'è dentro ogni alunno, ha educato ad essere belle persone e buoni cittadini, ha condiviso il suo sapere e la bellezza della letteratura, ha cercato di migliorare le competenze di lettura e scrittura...ma tutto questo non è quantificabile (mi dispiace...le valutazioni finali degli alunni a riguardo non dicono niente: le diamo noi).

Sic stantibus rebus, Dolcezze è consapevole che il suo lavoro non può essere valutato e che non avrà incentivazione. Se ne farà una ragione.


Con osservanza.
 Dolcezze di Mamma




venerdì 24 giugno 2016

Di girandole patchwork (e Del Natale in costruzione 4/12)


Pensavate che con tutto questo ambaradan di cose da fare e le decine di pentole in ebollizione Dolcezze avrebbe dimenticato il suo progetto del Natale in costruzione? Naaaah! I mesi di aprile e di maggio sono stati troppo pieni di impegni per rispettare la scadenza  ma ora ha recuperato. Purtroppo, come già detto, in città non era riuscita a trovare tessuti natalizi e ha dovuto ripiegare su fantasie che potessero adattarsi. Bellissimo il tessuto scozzese, che le vedrete utilizzare per chissà quante altre cose, mentre quello bianco era uno scampolo della mussola di un lenzuolo fatto tanto tempo fa, quando Dolcezze, con allora due bambini piccoli, riusciva a fare di tutto.

La proposta di aprile era un ornamento patchwork e, tra le varie alternative, ha scelto la girandola.




Non è un lavoro difficile, ma fa un bell’effetto e, con tessuti più adatti, la produzione "in serie" probabilmente risolverà parecchi regalini di Natale.

Adesso il problema sarà recuperare anche il progetto di maggio...praticamente Dolcezze è "indebitata" fino al collo! ;-)



(Qualora vi piaccia e desideriate farlo pure voi, il tutorial, scovato da Clara, lo trovate qua)

domenica 19 giugno 2016

Dell'adolescente nomofobico


dal web
Già  da un'altra parte abbiamo presentato  la tipologia più diffusa di adolescente dei nostri giorni, quello con cellulare impiantato nella mano e con inevitabile sindrome del tunnel carpale,  ma da questo deriva inevitabilmente un altro esemplare: l'adolescente nomofobico, di cui Dolcezze ha avuto mirabile saggio alla festa dei 18 anni della NipotePiccola.

Si arriva: locale bellissimo, sul mare, vista spettacolare sullo Stretto e, invece di: "Che bello qui!" , parte l'urlo: "Non prende!" . E comincia la disperata ricerca della connessione. Ti guardi intorno e vedi decine di ragazzi che vagano di qua e di là con l'occhio al cellulare e si producono in contorsioni varie , allungando e alzando braccia finché uno urla: "Qua prende!" E allora la folla si sposta sull'unico metro quadrato che consenta il contatto col mondo di fuori. La scoperta del Luogo Sacro è fonte di conforto, perché fino a quel momento, nessuno ha fatto gli auguri alla festeggiata o ha salutato gli amici.
Cominciano le danze, ma dopo ogni ballo c'è la processione verso il Luogo Sacro, non sia mai che sia arrivata una nuova notifica o che il fidanzatino abbia mandato un messaggio.
Superato il problema della connessione, comincia quello della carica. Sì, ormai ci sono quelle meravigliose batterie portatili, ma come le puoi mettere in quelle mini borsettine, già occupate dal cellulare, anche quegli ingombranti aggeggi? Però per il caricatore il posto lo si trova, eventualmente lasciando a casa i fazzoletti, il borsellino o i documenti. L'importante è, quindi, localizzare una presa, per poi prendere posto lì vicino...non sia mai che il telefono si scarichi. E siccome non si può certo lasciare Lo Strumento incustodito, mentre si ricarica gli adolescenti tutti restano lì seduti, nonostante il buffet, nonostante il ballo preferito, nonostante la torta...

Forse il telefono allunga la vita, ma sicuramente te ne fa perdere una gran parte.

giovedì 16 giugno 2016

Di centrotavola con calle di feltro

Ultima puntata, promesso, delle creazioni per la Prima Comunione del Cucciolo. Dopo le bomboniere (qui e qui),  i centrotavola. 
A dire la verità non erano previsti ma,  giusto 24 ore prima della Celebrazione, a Dolcezze è venuta la geniale idea di prepararne alcuni.

Ha quindi confezionato delle calle in pannolenci e le ha arricchite con delle spighe



Ovviamente le calle sono state un secondo cadeau per le invitate...


Continua, quindi, la creazione di fiori di feltro
Stavolta Dolcezze non ha seguito uno schema, ma ha tagliato ad occhio una specie di cuore che ha poi arrotolato attorno al pistillo, cucito su un fil di ferro sottile, poi rivestito con guttaperca.

Che ve ne pare?

lunedì 13 giugno 2016

Delle cronache di Villa Arzilla 14 (in pellegrinaggio)






Dolcezze & Family sono soliti partecipare ogni anno ad un pellegrinaggio con la Parrocchia al Santuario di San Felice da Nicosia. In genere lo raggiungono con mezzi propri, per poi unirsi agli altri in loco, ma quest’anno, complici gli acciacchi dell’Amato Bene, si è deciso di partire col pullman organizzato. Mal gliene incolse! Nonostante il Cucciolo e i ragazzi abbassassero l’età, la media era di circa 70 anni.
Alla partenza: “Lasciate un’intera fila di sedili per il gruppo che dobbiamo raccogliere in autostrada, per favore”- era stata la richiesta del parroco. Ovviamente il gruppo delle arzille vecchiette non ha sentito.
Prima tappa, si raccoglie il secondo gruppo: “Dovevamo avere una fila libera! Vogliamo i posti avanti! Dobbiamo avere i nostri posti!” Nessuno si muove. Si parte con un sottofondo di mugugni, proteste e recriminazioni.
Durante il viaggio: “Nessuno intona un canto? Allora intono io” E comincia la serie completa, dal Mazzolin di fiori al Ciodo de fero vecio, intervallati, come ovvio, da canti mariani e preghiere (ma questo era scontato).
L’Uncinettatrice si alza e comincia la vendita di biglietti per la lotteria di beneficenza: un biglietto 1 euro. Premio in palio: tre centrini al chiacchierino (non vengono dati ulteriori dettagli…male, male MALISSIMO!).
All’arrivo, la diaspora: le arzille vecchiette spariscono e la giornata scorre serena fino al rientro. Non si era dato un appuntamento, se non un generico “dopo la Celebrazione”. Dolcezze & Family, più alcuni amici, avevano in carico il Buon Frate ottantatreenne che viaggiava con loro, che hanno atteso pazientemente. All’arrivo in pullman l’arzilla vecchietta comincia a sbraitare all’indirizzo del gruppetto, dal momento che l’appuntamento (?) era fissato un’ora prima. Alla timida risposta: “Veramente noi aspettavamo il Buon Frate”, la risposta è: “Lo lasciavate lì: ci pensavano i frati a lui!”
Dopo questo mirabile esempio di carità cristiana, si parte:
“Autista, spenga l’aria condizionata! Siamo in Siberia!”
“Basta chiudere il bocchettone”
“Il mio non funziona”
“Lo ha avvitato?”
“Spenga tutto!” 
"Ho spento"
Ora si boccheggia!”
“Ma non può aprirne un poco, evitando qualche posto?”
"..."

“Passiamo al sorteggio: Cucciolo, pensaci tu!”
“48!”
“Sono io! Sono io!”
“Procediamo alle altre 2 estrazioni…”
”Che vuol dire! I centrini sono tutti miei!”
“No, uno…così facciamo contente più persone”
“No! Questa è una truffa! Io ho preso 5 biglietti!”

L’autista è talmente rintronato da tutto questo che sbaglia strada e ci conduce in un tour panoramico dei campi (e delle curve) della Sicilia interna, con gran detrimento degli stomaci deboli. Fortunatamente nessuno ha voglia di cantare e qualcuno riesce persino a dormire.
Dolcezze scende dal pullman quasi in movimento, minacciando di morte l’Amato Bene se la costringerà nuovamente a questa esperienza.

Il “Gruppo Vacanze Piemonte” a noi ci fa un baffo.