domenica 29 novembre 2015

Del venerdì nero






Ma voi credevate che Dolcezze scherzasse quando diceva che temeva il sorgere del nuovo sole
La settimana horribilis non si è fermata al mercoledì, ma, ovviamente, si è protratta fino al venerdì sera, il VENERDI’ NERO, in tutti i sensi.
Il giovedì era andato benino, a parte un terribile temporale che aveva allagato Dolcezze e il Cucciolo al rientro da scuola, costringendoli a cambiarsi dalla testa ai piedi appena arrivati a casa. Poca roba, però, e, per certi versi, fisiologica, considerata la stagione. Dolcezze si era quindi illusa che la congiuntura astrale si fosse esaurita…ma quando mai?
Il giovedì sera l’Erede, il dotto informatico della famiglia, aveva ricordato che l’indomani sarebbe stato il Black Friday e aveva chiesto all’A.B. di ricaricare la carta di credito. Il Grande Procrastinatore aveva sentenziato: “Poi”. Il venerdì mattina era andato al lavoro, come al solito, poi c'era stato il pranzo, poi la pennica…
”A. B., c’è la Big Shot su Amazon a 134 euro! Facciamo l’ordine”
“Ora? Più tardi, quando torno dalla palestra”.
Dolcezze va al Collegio (sul quale stendiamo una trapunta, visto che ha dimostrato, in maniera chiara e definitiva, in che cosa, REALMENTE, consista la Buona Scuola. E non aggiungo altro.) e quando torna trova l’A.B. al pc. “Ho caricato la carta. Cosa dobbiamo ordinare?” Va su Amazon e…,OVVIAMENTE, l’OFFERTA ERA ABBONDANTEMENTE ESAURITA. 
Dolcezze, già piena di giusto sdegno per il Collegio, dà il meglio di sé.
Il Grande Procrastinatore, una volta tanto, non attacca e si dichiara pronto a comprare l’ordigno infernale a qualunque cifra, col risultato di far adirare ancora di più Dolcezze. 

Fatto salvo che:
è indubbia la responsabilità di Dolcezze che, ancora, non ha imparato a caricare la carta di credito e a fare gli acquisti on line,
è indubbia l’ingenuità di Dolcezze, che nonostante i saggi consigli di Iole, non aveva ancora capito che la velocità in queste faccende non è importante ma fondamentale,

è altresì indubbio che il matrimonio di Dolcezze, che amabilmente veleggia verso il ventesimo anniversario, ha corso dei seri, serissimi rischi…


martedì 24 novembre 2015

Di congiunture astrali negative e settimane no





Ci dev’essere una congiuntura astrale negativa in questo periodo: la drammatica situazione internazionale, le preoccupazioni sui rischi di conflitti, la crisi economica che ancora morde…e si parva licet componere magnis anche la vita di Dolcezze è stata funestata dalla settimana più ricca di contrattempi che ricordi da tempo…

MERCOLEDI: La lavorazione del poncho ad uncinetto tunisino colpisce: Dolcezze non riesce ad alzarsi dal letto per un attacco di vertigine da cervicale.
GIOVEDI: Appena alzata Dolcezze prende la pentola dei legumi in ammollo per metterli a cuocere. Inavvertitamente urta la caffettiera PIENA di caffè BOLLENTE, rovesciandosela addosso, e inondando il pavimento e gli sportelli BIANCHI della cucina. E non aveva ancora preso il caffè.
VENERDI: Dolcezze entra tardi a scuola e pensa bene di scrivere la recensione dell’ultimo libro letto per il Venerdì del libro. Pigia il tasto per pubblicare ma, per qualche mistero del signor Blogger, il post sparisce DEFINITIVAMENTE.
SABATO: La Genitrice, in preda ad un (giustificatissimo) attacco di depressione da abbandono e solitudine, accusa Dolcezze di essere poco presente e di trascurare lei e il Genitore. Dolcezze, pur consapevole di offrire tutto il limitatissimo tempo disponibile, medita sulle affermazioni materne e si sente schiacciata dal senso di colpa. A completamento, telefona alla Zia Romana che le dice: “Eh, ormai mi hai dimenticata.” Le successive scuse della Genitrice, che si è resa conto di essere stata ingiusta, non consentono comunque un sonno tranquillo e infatti…
DOMENICA: ...reduce da una nottata con sogni alla Don Rodrigo, in cui il dito puntato era quello della Genitrice, Dolcezze si alza di notte, senza accendere la luce, e va a sbattere con la faccia sulla porta, socchiusa e non aperta come al solito. Il rinculo della botta la sbatte a terra. Risultato: livido in faccia e nell’imbottitura posteriore (e ringraziamo Dio, ché poteva andare molto peggio, come l’esperienza natalizia della Stella insegna)
LUNEDI: L’orologio del cellulare dell’Amato Bene, che funge anche da sveglia, è sintonizzato sul fuso orario di Londra, quindi suona alle 7.00 anziché alle 6.00. Comincia la rincorsa per svegliare tutti, preparare il Cucciolo, riordinare casa prima di andare a scuola.
MARTEDI: Dolcezze esce prima da scuola ed è contenta perché avrà il tempo di cucinare prima di tornare  il pomeriggio per i consigli di classe. Pensa di andare prima a fare un po’ di spesa e, approfittando di offerte convenienti, si carica come un asino. Quando, finalmente, arriva al portone di casa, cerca le chiavi e non le trova. Svuota la borsa…NON CI SONO! Ricorda di non aver chiuso lei la porta al mattino, visto che l’Erede era ancora in casa. Chiama il figlio, che è all’università, ma lui ritornerà alle 16, chiama l’A.B., che, però è in riunione, la Stella è a scuola…e i surgelati si squagliano. Medita di andare dalla Genitrice, ma poi, in preda alla disperazione, supplica lo Sposo che di lei ha pietà e le porta le chiavi. 

Comprenderete certamente perché Dolcezze tema il sorgere del nuovo giorno.
 

domenica 22 novembre 2015

Del pesto alla Dolcezze (ovvero, di come sbagliando si crea)

Avete presente quella pubblicità in cui un tizio si  propone di preparare un piatto di pasta col tonno e in casa non ha nulla? Ecco, questo è successo oggi in casa Dolcezze.

"Prepari la pasta col pesto?" "Ok" "No, non voglio il solito pesto, vorrei il pesto alla siciliana, quello che hai fatto quest'estate" "Ma certo, lo preparo subito"

Allora, esistono tante varianti di pesto alla siciliana, ma Dolcezze in genere segue questa. 
Dolcezze apre il frigo: niente pomodori freschi. Cerca le mandorle: niente. E allora mette insieme quello che c'è...
Intanto prende dei pomodori secchi (1 pomodoro a testa), li lava bene con acqua bollente per togliere tutto il sale (questa operazione si deve saltare se si usano pomodori secchi sott'olio), li mette nel bimby insieme con un pugnetto di pinoli (quelli c'erano in dispensa!), un mazzetto del basilico preso dal vaso in balcone, uno spicchietto d'aglio privato dell'anima e frulla il tutto. Poi aggiunge olio e fa emulsionare.  Nel frattempo fa cuocere la pasta (ci vorrebbero gli spaghetti, ma oggi c'era l'Amato Bene e non c'erano in casa spaghetti gluten free), prende un mestolo di acqua di cottura e lo aggiunge al trito e con questo condisce la pasta. 
Noterete che rinco-Dolcezze ha pure dimenticato di aggiungere il formaggio (o la ricotta, altra variante possibile), ma la famiglia tutta può confermare che il sugo freddo era BUONISSIMO!


Per la serie...sbagliando si crea!

Buon appetito! 


lunedì 16 novembre 2015

Dell'emergenza idrica ( e di nient'altro)



Cosa hai imparato ricordato* dopo 23 giorni di mancanza d'acqua:

cose buone:
che una bottiglia da due litri d'acqua è sufficiente per lavare i denti di 5 persone tre volte al giorno,
che l'acqua in cui si cuoce la pasta è ottima per lavare i piatti,
che, se raccogli in un catino l'acqua con cui fai quotidianamente le tue abluzioni, questa sostituisce egregiamente lo sciacquone del wc,
che è possibile (anche se non sempre consigliabile) utilizzare SOLO una maglietta/camicia al giorno e, quindi,  non è necessario organizzare ogni giorno un défilé,
che c'è tanta brava gente disponibile, che apre la porta di casa e mette a disposizione pozzi privati per aiutare chi è a secco;

cose meno buone:
che la carenza d'acqua rende tutti moooolto nervosi,
che non è opportuno stendere il tuo bucato all'esterno, qualora ti arrivasse un po' d'acqua la mattina, se non vuoi che il vicino del quinto piano (che non ne vede un goccio dall'inizio dell'emergenza) ti mandi maledizioni,
che non è salutare frequentare luoghi chiusi se hai un olfatto molto sensibile;

cose cattive:
che c'è chi specula sulla sete della gente e aumenta i prezzi di acqua da bere e autobotti,
che non riesci a capire come mai come mai gli acquedotti romani siano ancora efficienti, mentre qui non si riesce a sistemare un tubo (in senso proprio e figurato),
che, ancora una volta, lo sport nazionale e locale è lo scaribarile;

cose importanti:
che se senti dialoghi di questo tenore: "Ce l'hai?" "Ti è arrivata?" "Quanta ne hai?" "Posso venire a prenderne un po'? non stai ascoltando trattative fra tossicodipendenti e non devi avvisare la Polizia.

*ricordo simili difficoltà quando ero bambina



Questo era un post programmato. 

Tutto quello che è successo a Parigi è cosa talmente grande che non può trovare posto in questo blog, almeno per ora. Da venerdì sera cerco di spiegare quanto accaduto al Cucciolo e ancora non ho trovato cosa dire.  
Perché, quando tuo figlio di 8 anni ti chiede: "Ma può succedere anche qui?", tu, che sei tanto brava a rispondere a tutte le sue domande, rimani senza parole...

venerdì 13 novembre 2015

Dei libri dell'anno 45 : Scritto sulla mia pelle

Il libro che propongo oggi per il venerdi del libro è proprio "adatto" a questo blog, che parla spesso di adolescenti e di famiglia, che sono anche i protagonisti di questo romanzo. 



E' una storia di dolore e di amore, è un romanzo di formazione, che svela le tante difficoltà e fragilità degli adulti di oggi.
Stefano ha sedici anni e quella che credeva una famiglia normale: un padre impegnatissimo nel lavoro, una madre maestra e un fratello, Paolo, più piccolo e un po' rompiscatole, come tutti i fratelli minori. Ma in questa "normalità" si inserisce un altro evento, a sua volta molto, troppo normale oggi: la separazione dei suoi genitori. La madre va via, lui col padre e col fratello si trasferisce a casa del nonno, malato di Alzheimer, che, di fatto, è affidato alle sue cure insieme col fratellino, ma non si sente "a casa", perché quello è solo il luogo in cui abita. La casa era altrove. 
Stefano non capisce. Non capisce perché la madre li abbia abbandonati e non si faccia sentire e, soprattutto, non capisce perché il padre non faccia nulla per farla tornare. E' pieno di rabbia e di dolore. Solo l'amico del cuore e la nuova compagna di scuola, Elisa, che vive in forma ben più drammatica la mancanza della madre, danno un senso alle sue giornate. Stefano non accetta la "normalità" della separazione, non ne vede i vantaggi, che il cugino gli prospetta, trema al pensiero che un altro uomo entri nella vita della madre. E' pieno di dubbi e di domande, prima fra tutte: "Ma l'amore eterno esiste?" e  riflette su un concetto tanto banale da apparire scontato: qualunque dramma stiano vivendo i suoi genitori, il loro amore è per sempre e ne sono testimonianza viva lui  e suo fratello. («Essere vostro figlio è una cosa che non va via quando faccio la doccia la mattina. Io e Paolo siamo tutto quel che resta di quel per sempre. E’ già qualcosa e farò in modo che non si rovini… Ripenso a mia zia che legge vestita di rosa. Una sola carne. Quella carne sono io. Il vostro nome è scritto sulla mia pelle, inciso nella carne di cui sono fatto.» E’ un tatuaggio che non voglio cancellare, anche se fa male»)
E allora comincia la sua missione: deve costringere i suoi a parlarsi ancora e deve continuare ad  amarli entrambi, nonostante il dolore e la delusione che segnano la sua scoperta del tradimento del padre. E lotta, e prega, affidando ad un diario le sue riflessioni e i suoi pensieri, caricato di un nuovo incarico, quello di essere mediatore. Fa così delle scoperte interessanti: non dobbiamo mai dare per scontato ciò che proviamo, è importante far sentire importanti quelli che amiamo, dobbiamo imparare a chiedere scusa, magari accompagnando le nostre parole con un segno concreto.
In questo romanzo i due genitori si rivelano molto fragili: lui schiacciato dal senso di colpa e incapace, quasi, di prendere in mano la situazione, lei troppo delusa e addolorata per vedere i timidi segni di avvicinamento del marito, ma entrambi sono volti al bene dei figli. 
Il finale è aperto, come è la vita, ma alla fine del percorso Stefano sarà più maturo e in grado di dimostrare la forza dell'amore che nasce dal perdono, sia del padre che dell'amata Elisa. 
Tenerissima la figura del nonno che, nei rari momenti di lucidità che lo caratterizzano, richiama con semplicità all'autentica onestà dei rapporti e della famiglia. 
Libro di cui consiglio la lettura, perché riesce a presentare con rara sensibilità i dubbi, le paure e le incertezze dell'adolescenza e contemporaneamente ci ricorda che una famiglia si costruisce giorno per giorno e che vale la pena lottare per tenerla in piedi, nonostante le oggettive difficoltà quotidiane.


giovedì 12 novembre 2015

Di compliblog e di ringraziamenti




Chi passa per la prima volta da queste parti e dà un'occhiata all'elenco dei post più popolari di questo blog, senza alcun dubbio ha un momento di straniamento: 

è un blog che parla di adolescenti
no, è un blog di mamme
no, è un blog di cucina
no, è un craft blog
no, è un blog di libri
no, è un blog...blog, un diario di ricordi, ritratti, scuola
no, è un blog ironico
no, è un blog serio e nostalgico.

Come direbbe la Genitrice...disordinata pure in questo! E che ci volete fare: questo blog esprime in pieno (anche senza nessuna intenzionalità ) tutto il caos della vita di Dolcezze. 
E Dolcezze si sorprende ogni giorno, quando vede la barra delle visualizzazioni o i commenti. 

Questo vuol proprio essere un post di ringraziamento per quanti in questi 2 anni hanno avuto la costanza di venirmi a cercare, la pazienza di sopportare i miei sproloqui e hanno chiuso gli occhi sulla qualità delle mie foto.  

A chi si è fermato per una breve visita, a chi è ospite assiduo, a chi legge e basta e a chi dice la sua, a chi critica e a chi apprezza, a tutti e singolarmente ad ognuno
GRAZIE