venerdì 7 agosto 2015

Di tipi da spiaggia (e Dei libri dell'anno 38)



Andare in spiaggia è un’esperienza ogni giorno più divertente.
Fino alla settimana scorsa il lido era appannaggio esclusivo delle vecchie signore e delle giovani mamme con bimbi piccoli. Ora, con la calata dei Lanzichenecchi, la situazione è decisamente più variegata e all’osservazione oziosa di Dolcezze, si presenta uno spettacolo che richiede ASSOLUTAMENTE alcune considerazioni:

1.   il bikini non si nega a nessuna: giovane o vecchia, magra o (ahimè) “morbida” o “molto morbida”, nessuna usa più il costume intero, che rimane appannaggio di Dolcezze e delle ottantenni. 
E Dolcezze, che non l’ha mai portato per l’eccesso di pudore che l’ha caratterizzata dalla prima adolescenza, si rende conto (troppo tardi) di quanto è sempre stata esageratamente critica sul proprio aspetto fisico ed invidia le adolescenti che, coi rotolini che lei non ha mai avuto, portano in giro con disinvoltura le loro pancette ed i loro prosciutti;

2.   non sorprende più il tatuato, ma il non tatuato: in spiaggia è tutto un fiorire di simboli tribali, decorazioni floreali, nomi e numeri.
Si può vedere tatuato sul cuore di un turista francese (che mi auguro non cambi mai bandiera) lo stemma della Juventus, si ammirano enormi ali e becchi di aquile venire fuori da slip minimali, si seguono farfalle che volteggiano su pance ballonzolanti post gravidanza e ci si interroga su date, immagino importanti, scritte, rigorosamente con numeri romani, su bicipiti mollicci.
La più bella, finora, è la giunonica signora che porta a spasso l’eterea Trilly di Peter Pan tatuata su una spalla un po’… ampia;

3.   non ci sono più le mamme di una volta (per intenderci, quelle che curavano che i propri rampolli non creassero nocumento a sé e agli altri): posso testimoniare di una signora che osservava, senza battere ciglio, il proprio figlio che lanciava sassolini contro un gruppetto di bambini che lo aveva escluso dai giochi e di un’altra assolutamente indifferente alla bambina che vagava da sola in una spiaggia affollata (e, per favore, non dite che l’ansiosa sono io: ci vuole un attimo perché una bimba si perda);

4.   è difficile (se non impossibile) sfuggire al vicino di ombrellone ciarliero:  
e qui apro una “dolorosissima” parentesi: Dolcezze va al mare soprattutto per leggere. Ora che, finalmente, le truppe sono autonatanti, fatti i due/tre bagni e nuotate d’ordinanza, lei si piazza sulla sua sdraio e chiude col mondo, isolandosi con il suo libro. Anzi,  
vorrebbe isolarsi e chiudere col mondo…
“Cosa stai leggendo? Ti vedo così presa…”
“IT”
“Ma è enorme”
“…”
“Io non l’avrei neanche preso in considerazione.”
“…”
“Ma quante pagine sono?”
“Oltre 1300”
“Terribile!!!”
“No. E’ solo un po’ scomodo”
2 minuti di silenzio
“Ma ti piace proprio?”
“Sì”
“Ma non ti annoi?”
“No”
“Forse ti sto infastidendo?”
“Nooooo, che dici? (peccato che io sia nel momento cruciale e tu mi abbia fatto perdere tutto il pathos!!!)

L'osservazione, ovviamente, è in progress e, quindi, sono possibili aggiornamenti. 

Per quel che riguarda il mio suggerimento settimanale per il venerdì del libro, non posso non consigliarvi il "volumone" che mi ha accompagnato ovunque per la prima settimana di ferie, 
Qui ho ben poco da dire, visto che stiamo parlando di un'opera conosciutissima e ammiratissima. Posso solo dire che, ad una storia che cattura e spinge alla riflessione su tanti aspetti della vita (la difficoltà del diventare grandi, la forza del gruppo, la titanica lotta fra il Bene e il Male, la capacità di reazione che nasce anche dalla debolezza...e chi più ne ha più ne metta) si deve aggiungere la magistrale  grandezza della scrittura di King, che ti fa essere dentro la storia, al punto di sobbalzare per il più piccolo rumore e a vedere quanto raccontato. Bellissima anche l'alternanza delle voci narranti e il continuo rimbalzare tra presente e passato che, invece di distrarre, ti consente di immedesimarti sempre più nei personaggi. 
 
Adesso capite perché alle ultime 100 pagine ho dedicato un paio d'ore del mio sonno, quando tutti dormivano e nessun vicino molesto poteva interrompermi? 









5 commenti:

  1. Andiamo per ordine:
    1)anch'io porto il costume intero perché avendo avuto da giovane il fisico giustissimo per il bikini non potrei sopportare la panza e il lievitare della circonferenza vita.Ma sono l'unica insieme alle vegliarde.
    2)resto convinta che il tatuaggio sia volgare.Spero che i miei figli non mi portino una tatuata perché non lo sopporterei.
    3)i bambini si perdono a mare e muoiono anche.Qualche settimana fa nel catanese un bimbo è morto annegato perché era andato a riempire il secchiello e un'onda lo ha trascinato.In un quarto d'ora si è compiuto tutto.I genitori non controllavano.
    4)Purtroppo io scendo su una spiaggia liiiberissima e quindi la solitudine mi è compagna.Non dico che anelo alla logorrea ma mi piacerebbe scambiare due paroline ogni tanto...
    It non so se riuscirò a leggerlo:Il mio incontro con King è stato dapprima deludente "la bambina che amava Tom Gordon"e poi scioccante,"Misery"lasciato a metà.

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    1. ...e quindi siamo in due a portare il costume intero! Credevo di avere l'esclusiva!
      Tu speri che i tuoi figli non ti portino una tatuata, io prego che i miei non tornino tatuati! Dopo aver visto il nuovo taglio di capelli dell'Erede...posso aspettarmi di tutto!
      Su It...prova, prova... se superi una cinquantina di pagine non lo molli più.

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  2. Io porto il costume intero in piscina, quello olimpionico, e il bikini al mare. Per fortuna il fisico da nuotatrice e la taglia tascabile (38-40) mi sostengono ancora... ;-)

    Sui bambini, sottoscrivo, in spiaggia spesso sono IL MALE, involontario però come dici tu, basterebbe avessero genitori più educati. (E però anche quei genitori che tallonano figli di dodici anni urlando per tutta la battigia e impedendo loro di allontanarsi: parliamone).
    Lettura in spiaggia, anche io - ma sono meno diplomatica di te, rispondo a monosillabi e riesco a disincentivare qualsiasi chiacchieratore!
    Infine, su It, come sai, su di me sfondi una porta aperta. Una delle storie di linea d'ombra più grandi di sempre, e solo in Italia siamo così snob da considerare il grande King paraletteratura.

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    1. Ma, appunto, la taglia ti sostiene! Il dramma è quando il bikini sostiene un fisico non propriamente tonico e magro...
      Come genitori è difficile trovare la giusta misura, ma BISOGNA ESSERE ATTENTI. Purtroppo basta un attimo di distrazione e si finisce sui giornali o a "Chi l'ha visto?"
      Sullo snobismo concordo. E' quello stesso che ritrovi nel sorrisetto del collega quando consigli o commenti HP, relegato nell'ambito della letteratura per ragazzi (" e poi così scemo...non capisco come possa piacere!")

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  3. E cosa dovrei dire io che, nel bel mezzo di un libro molto zen, è partita l'animazione nella piscina del campeggio?
    Vogliamo parlare di questa piaga sociale?
    Anch'io al mare vado per leggere, cioè .... andrei

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